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	<title>Problemi di umidità Archivi - Case Ecosostenibili</title>
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	<description>Studio tecnico per la progettazione e realizzazione di immobili al alto benessere termico ed acustico, di design, tecnologici con la domotica e la possibilità di controllare tutta la casa con lo smartphone, certificati con l&#039;ausilio di strumentazione tecnica quale fonometro, termocamera e strumenti per il rilievo di umidità.</description>
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	<title>Problemi di umidità Archivi - Case Ecosostenibili</title>
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		<title>Qualità dell&#8217;aria, muffa e VMC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ing. Marco Di Bartolomeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2016 14:48:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domotica]]></category>
		<category><![CDATA[Impianti]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi di umidità]]></category>
		<category><![CDATA[Termografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi voglio parlare di VMC, ossia Ventilazione Meccanica Controllata. Come tutti sanno ormai1 le case hanno bisogno di essere ventilate al fine di smaltire l’anidride&#160;carbonica prodotta dalle persone che vi abitano. L’aria viziata contiene anche tante altre sostanze volatili che devono essere adeguatamente smaltite...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casecosostenibili.it/qualita-aria-muffa-e-vmc/">Qualità dell&#8217;aria, muffa e VMC</a> proviene da <a href="https://www.casecosostenibili.it">Case Ecosostenibili</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Oggi vi voglio parlare di VMC, ossia <strong>Ventilazione Meccanica Controllata</strong>. Come tutti sanno ormai<sup>1</sup> le case hanno bisogno di essere ventilate al fine di smaltire l’anidride&nbsp;carbonica prodotta dalle persone che vi abitano. L’<strong>aria viziata</strong> contiene anche tante altre sostanze volatili che devono essere adeguatamente smaltite al fine della <strong>salubrità degli ambienti</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Anche la presenza di <strong>acqua nell’aria</strong> gioca un ruolo fondamentale. Tutti conosceranno l’<strong>umidità relativa</strong><sup>2</sup>, che altro non è che il rapporto tra la quantità d’acqua in kg presente nell’aria e la quantità d’acqua massima contenibile, sempre in kg, in quel volume d’aria a determinate condizioni di pressione e temperatura.</p>
<div id="attachment_348437" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-348437" class="wp-image-348437 size-large" title="Muffa su travetti ponte termico" src="http://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Muffa-su-travetti-ponte-termico-1024x723.jpg" alt="Muffa su travetti ponte termico" width="1024" height="723" srcset="https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Muffa-su-travetti-ponte-termico-1024x723.jpg 1024w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Muffa-su-travetti-ponte-termico-300x212.jpg 300w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Muffa-su-travetti-ponte-termico-768x542.jpg 768w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Muffa-su-travetti-ponte-termico-700x494.jpg 700w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Muffa-su-travetti-ponte-termico.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-348437" class="wp-caption-text"><em>Immagine 1: Fotografia nella quale è possibile notare la presenza di muffa sui ponti termici (travetti sul solaio ed angoli)</em></p></div>
<p>D’inverno &nbsp;le condizioni medie interne ambientali devono essere, per civili abitazioni, <strong>temperatura 20°C</strong> ed <strong>umidità relativa al 50%</strong>. E’ possibile avere altre combinazioni di temperatura ed umidità, previste dalla normativa, entro certi range che ci consentono ugualmente condizioni di <strong>comfort interno</strong>. La letteratura tecnica descrive le diverse combinazioni dei due parametri citati per ciascuna zona<sup>3</sup> dell’appartamento.</p>
<p style="text-align: left;">Senza dilungarmi troppo possiamo dire quindi che <strong>arieggiare correttamente la casa</strong> è indispensabile anche per avere la giusta umidità. Difatti se parliamo di condizioni invernali, l’aria esterna è sempre più secca di quella interna, anche in giornate piovose. Per questo<strong> aprendo la finestra</strong> per il ricambio d’aria abbiamo che l’umidità di casa si abbassa. Avere un’elevata umidità in casa vuol dire favorire la <strong>formazione di muffe</strong> sui ponti termici<sup>4</sup> (ciò non dovrebbe essere vero per gli edifici di nuova realizzazione).</p>
<div id="attachment_348438" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-348438" class="wp-image-348438 size-large" title="Termografia muffa su travetti ponte termico" src="http://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Termografia-Muffa-su-travetti-ponte-termico-1024x723.jpg" alt="Termografia Muffa su travetti ponte termico" width="1024" height="723" srcset="https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Termografia-Muffa-su-travetti-ponte-termico-1024x723.jpg 1024w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Termografia-Muffa-su-travetti-ponte-termico-300x212.jpg 300w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Termografia-Muffa-su-travetti-ponte-termico-768x542.jpg 768w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Termografia-Muffa-su-travetti-ponte-termico-700x494.jpg 700w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/Termografia-Muffa-su-travetti-ponte-termico.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-348438" class="wp-caption-text">Immagine 2: Termogramma dove si evidenziano i travetti (parti in verde) soggetti a formazione di muffa superficiale, così come è visibile nell&#8217;immagine 1</p></div>
<p>L’apertura delle finestre ha però come conseguenza la <strong>perdita di calore</strong>. Per ovviare a questo problema sono nate le <strong>VMC</strong>. Altro non sono che delle macchine che eseguono per noi la corretta ventilazione della casa. Cosa fanno: <strong>estraggono l’aria viziata</strong>, notoriamente dalle cucine e dai bagni, ed <strong>immettono aria</strong> prelevata dall’esterno negli ambienti quali ad esempio soggiorno e camere da letto.</p>
<p>La maggior parte di queste macchine hanno all’interno anche un <strong>recuperatore di calore</strong>. Questo vuol dire che è possibile recuperare il calore catturandolo dall’aria estratta e cederlo all’aria prelevata dall’esterno. Tale&nbsp;espediente ci consente di <strong>disperdere pochissima energia</strong>, a maggior beneficio della nostra salute e delle nostre tasche.</p>
<p>Immaginiamo di essere nella stagione fredda, con <strong>temperature esterne di 3°C</strong> ed<strong> interne di 20°C</strong>. In presenza di una VMC,<strong> invece di immettere in casa aria a 3°C</strong> (questo accadrebbe con l’apertura delle finestre) con il conseguente onere di riscaldarla fino ai 20°C,<strong> immettiamo aria a 18°</strong>. L’umidità esterna si miscela con quella interna dando come risultato il suo abbassamento a valori accettabili.</p>
<div id="attachment_348439" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-348439" class="wp-image-348439 size-large" title="vmc e rinnovo d'aria per evitare la formazione di muffe superficiali" src="http://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/vmc-e-rinnovo-daria-per-evitare-la-formazione-di-muffe-superficiali-1024x723.jpg" alt="vmc e rinnovo d'aria per evitare la formazione di muffe superficiali" width="1024" height="723" srcset="https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/vmc-e-rinnovo-daria-per-evitare-la-formazione-di-muffe-superficiali-1024x723.jpg 1024w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/vmc-e-rinnovo-daria-per-evitare-la-formazione-di-muffe-superficiali-300x212.jpg 300w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/vmc-e-rinnovo-daria-per-evitare-la-formazione-di-muffe-superficiali-768x542.jpg 768w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/vmc-e-rinnovo-daria-per-evitare-la-formazione-di-muffe-superficiali-700x494.jpg 700w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/08/vmc-e-rinnovo-daria-per-evitare-la-formazione-di-muffe-superficiali.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-348439" class="wp-caption-text">Immagine 3: esempio di funzionamento in inverno della VMC con recupero di calore</p></div>
<p style="text-align: left;">La <strong>VMC</strong> si può gestire&nbsp;con un <strong>sistema domotico</strong>, il quale può avviare il rinnovo d’aria ad intervalli di tempo prefissati, oppure al raggiungimento di una certa soglia limite di un parametro monitorabile dell’aria quale umidità interna oppure CO<sub>2</sub>.</p>
<p style="text-align: left;">Un utilizzo interessante di tale sistema è anche quello del “<strong>free cooling</strong>”, letteralmente “raffrescamento gratuito”. Soprattutto nelle mezze stagioni, quando di giorno fa molto caldo e la sera l’aria esterna risulta più fresca di quella interna, possiamo sfruttare tale funzione. Esso &#8220;simula&#8221; il<strong> raffrescamento passivo</strong>, che altro non è che il raffrescare la casa in modo passivo<sup>5</sup> sfruttando le aperture di un immobile al fine di favorire l’ingresso d’aria fresca per smaltire il calore accumulati all’interno durante le ore diurne.&nbsp;Con la <strong>VMC</strong>, per chi non vuol aprire le finestre<sup>6</sup> oppure aprendo quest&#8217;ultime non si hanno grossi benefici<sup>7</sup>, è possibile <strong>estrarre l’aria calda</strong> presente nella casa ed <strong>immettere aria fresca esterna</strong>. Tutto questo con un <strong>consumo energetico di 20-30W</strong> derivante dall’utilizzo delle ventole di estrazione/immissione.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">NOTE</span></p>
<p style="text-align: left;"><sup>1</sup> Lo sa bene soprattutto chi, sostituendo gli infissi, si è ritrovato in casa problemi di muffa che prima non aveva.</p>
<p style="text-align: left;"><sup>2</sup> Le frasi che spesso di sentono in giro del tipo “l’aria oggi è molto umida” oppure “l’aria è molto secca, per questo il freddo si avverte di meno” si riferiscono proprio all’umidità relativa. Per aria umida si intende aria con “molta” acqua al suo interno rispetto a quella massima che può contenere, quindi elevata umidità relativa. L’esempio lo abbiamo con la nebbia quando l’aria è satura d’acqua, ossia la sua umidità relativa è al 100%. Aria secca è l’opposto.&nbsp;Il nostro organismo, a parità di temperatura, avverte maggiore freddo quando l’umidità relativa è più alta. Qualcuno però non ha molto chiaro questo concetto. Ricordo quella volta che scendendo dall’aereo all’aeroporto di Praga, con un freddo cane e con la nebbia che entrava nelle ossa, sentii una ragazza dire “fa freddo si ma non più di tanto… qui il freddo è secco, mica come da noi!”</p>
<p style="text-align: left;"><sup>3</sup> Le diverse zone all’interno di una abitazione sono: cucina; soggiorno; bagno, doccia ; wc;&nbsp; camera da letto; corridoio; scale e pianerottoli.</p>
<p style="text-align: left;"><sup>4 </sup>Ero in macchina mentre mi recavo in casa di una signora per capire le cause dei problemi di muffa sulle pareti. Chiesi all’amico che mi accompagnava e che mi segnalò il lavoro: “per caso ci sono bambini in casa?”. Lui non mi seppe rispondere. Al nostro arrivo una splendida bimba ci aprì la porta! Così guardai il mio amico, ancora entrambi avanti la porta d’ingresso e gli dissi: “vuoi già sapere perché si forma la muffa in questa casa?”.&nbsp;Normalmente chi ha bambini, credendo di fare la cosa giusta, tende a non aprire mai gli infissi d’inverno per mantenere sempre calda la casa. Così facendo però l’umidità interna, oltre tutte le altre sostanze inquinanti, rimangono in casa a discapito della salute delle persone, specie dei più piccoli. Il rilievo strumentale con termocamera e termoigrometro mi confermò che l’umidità media della casa era al 79% e che la muffa si era formata proprio sui ponti termici di casa. Svelai così il trucco della mia chiaroveggenza.</p>
<p style="text-align: left;"><sup>5 </sup>Si intende senza l’ausilio di macchine refrigeranti.</p>
<p style="text-align: left;"><sup>6</sup> Questo può capitare ad esempio se non sono in casa e devo lasciare tutto chiuso, oppure se fuori c’è molto rumore e voglio evitare di aprire gli infissi, oppure se fuori c’è traffico veicolare e voglio evitare che lo smog entri in casa (le VMC filtrano sempre l’aria prima di immetterla negli ambienti).</p>
<p style="text-align: left;"><sup>7</sup>Le aperture di un immobile sono posizionate lungo diversi assi cardinali, in fase progettuale, in modo da sfruttare le direzioni dei venti predominanti. Facendo un esempio, supponiamo che il vento soffi da Est a Ovest. Con aperture su entrambi i punti cardinali l’aria entrerebbe dalla facciata Est ed uscirebbe facilmente dalla facciata Ovest. Ciò non potremmo dirlo se le aperture fossero solo ad Est.</p>
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		<item>
		<title>Risarcimento sull&#8217;acquisto di un nuovo immobile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ing. Marco Di Bartolomeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 15:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problemi di umidità]]></category>
		<category><![CDATA[Assenza dei requisiti termici]]></category>
		<category><![CDATA[Assenza di requisiti acustici]]></category>
		<category><![CDATA[Requisiti minimi di legge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli immobili di nuova realizzazione e quelli soggetti ristrutturazione rilevante devono prevedere una serie di accorgimenti da punto di vista termico ed acustico,&#160;i quali se non sono presenti si ha diritto ad un risarcimento. Dal punto di vista termico gli immobili devono essere progettati al...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Gli immobili di<strong> nuova realizzazione</strong> e quelli soggetti<strong> ristrutturazione rilevante</strong> devono prevedere una serie di <strong>accorgimenti</strong> da punto di vista <strong>termico ed acustico,</strong>&nbsp;i quali se non sono presenti si ha diritto ad un risarcimento.</p>
<p style="text-align: left;">Dal punto di vista <strong>termico</strong> gli immobili devono essere progettati al fine di rientrare,&nbsp;dal 2006, in classe energetica C. Più restrittiva è la norma attualmente in vigore (in vigore dal 1 ottobre 2015) che prevede il raggiungimento della <strong>classe energetica B</strong>. Essa&nbsp;è perseguibile&nbsp;con un&#8217;attenta progettazione dell&#8217;<strong>involucro edilizio</strong> (ad esempio pareti ed infissi con una adeguata trasmittanza) e degli&nbsp;<strong>impianti</strong> (produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento, raffrescamento&#8230;).</p>
<div id="attachment_348450" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-348450" class="wp-image-348450 size-large" title="Impianto fotovoltaico obbligatorio per nuove costruzioni e ristrutturazioni rilevanti" src="http://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/rinnovabili-1024x723.jpg" alt="Impianto fotovoltaico obbligatorio per nuove costruzioni e ristrutturazioni rilevanti" width="1024" height="723" srcset="https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/rinnovabili-1024x723.jpg 1024w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/rinnovabili-300x212.jpg 300w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/rinnovabili-768x542.jpg 768w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/rinnovabili-700x494.jpg 700w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/rinnovabili.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-348450" class="wp-caption-text"><em>Immagine 1: impianto fotovoltaico su tetto piano</em></p></div>
<p style="text-align: left;">Oltre ciò la normativa prevede che in <strong>nessun caso ci siano difetti di progettazione e/o esecuzione</strong>. Ad esempio della <strong>formazione di muffa</strong> sui ponti termici è un difetto derivante dalla cattiva progettazione dell&#8217;involucro edilizio ed&nbsp;è motivo di <strong>contenzioso</strong> tra&nbsp;l&#8217;acquirente ed il costruttore. Quest&#8217;ultimo, appurato&nbsp;il non rispetto delle leggi, è chiamato al <strong>risarcimento nei confronti dell&#8217;acquirente</strong> per danni procurati.</p>
<p style="text-align: left;">Una particolare attenzione c&#8217;è da porre sull&#8217;aspetto impiantistico, con un occhio di riguardo alle&nbsp;fonti rinnovabili. Il D.Lgs. 28/2011 (<strong>Decreto Rinnovabili</strong>) prevede: il <strong>50% dell&#8217;acqua calda sanitaria</strong> si prodotto da fonti rinnovabili (ad esempio dal solare termico); una certa percentuale (in funzione della superficie e dell&#8217;anno della concessione edilizia)&nbsp;di energia &nbsp;elettrica prodotta da <strong>fotovoltaico</strong>; la copertura di una certa percentuale&nbsp;da fonte&nbsp;rinnovabile (in funzione dell&#8217;anno della concessione edilizia) dell&#8217;insieme di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;<strong>assenza di fonti rinnovabili</strong> sugli edifici di nuova realizzazione (salvo i&nbsp;casi previsti dalla legge) è motivo di <strong>richiesta di risarcimento</strong> da porte dell&#8217;acquirente nei confronti del costruttore il quale non ha palesemente rispettato la&nbsp;legge attualmente in vigore.</p>
<p style="text-align: left;">In via del tutto duale è possibile affrontare&nbsp;l&#8217;<strong>aspetto acustico</strong>: con il DPCM 5/12/97 tutti&nbsp;le concessioni edilizie per edifici di nuova realizzazione richiesti dopo il 20 febbraio 1998 devono rispettare i <strong>requisiti acustici passivi</strong>. Per semplificare, se venissero rispettati i parametri acustici di legge non sentiremmo il <strong>rumore</strong> derivante dagli <strong>impianti</strong> e dagli <strong>scarichi</strong>, oppure il<strong> rumore di calpestio</strong> dell&#8217;inquilino del piano superiore, oppure le <strong>voci del vicino</strong> dell&#8217;appartamento accanto e così via.</p>
<div id="attachment_348453" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-348453" class="wp-image-348453 size-large" title="Fonometro utilizzato durante un rilievo fonometrico per una causa di risarcimento dovuta a rumori molesti" src="http://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/fonometro-rilievo-fonometrico-1024x723.jpg" alt="Fonometro utilizzato durante un rilievo fonometrico per una causa di risarcimento dovuta a rumori molesti" width="1024" height="723" srcset="https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/fonometro-rilievo-fonometrico-1024x723.jpg 1024w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/fonometro-rilievo-fonometrico-300x212.jpg 300w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/fonometro-rilievo-fonometrico-768x542.jpg 768w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/fonometro-rilievo-fonometrico-700x494.jpg 700w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/04/fonometro-rilievo-fonometrico.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-348453" class="wp-caption-text"><em>Immagine 2: fonometro posizionato durante un rilievo fonometrico notturno</em></p></div>
<p style="text-align: left;">E&#8217; chiaro dunque che difficilmente tra i requisiti termici (involucro, impianti e fonti rinnovabili) e quelli acustici passivi un immobile realizzato negli ultimi anni non sia suscettibile a <strong>richiesta di risarcimento dell&#8217;acquirente nei confronti del costruttore</strong>.&nbsp;Quasi tutte&nbsp;gli incarichi tecnici che mi sono stati affidati per verificare il raggiungimento dei parametri minimi termoacustici si sono ultimati con un accordo bonario tra le parti per sanare le eventuali mancanze. In particolar modo quasi mai sono rispettati i requisiti acustici passivi degli edifici (complice la normativa frammentaria e la poca informazione che si fa a riguardo) e quasi mai sono presenti fonti rinnovabili a servizio degli immobili.</p>
<p style="text-align: left;">Ai costruttori non resta che affidarsi a tecnici competenti nel settore termico ed acustico per evitare danni economici all&#8217;attività, visto che i risarcimenti per il non rispetto di tali leggi può arrivare fino al 30% del prezzo di vendita.</p>
<p style="text-align: left;">Quasi sempre,<strong> tutti i clienti</strong> che mi hanno commissionato&nbsp;una consulenza tecnica circa&nbsp;l&#8217;acquisto di un nuovo immobile,<strong> hanno finito per non acquistare</strong> in quanto, messi a conoscenza di tutte le caratteristiche qualitative che dovrebbe avere l&#8217;edificio, <strong>non trovano più giustificato spendere 150/200 mila euro per essa</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;auspicio è che <strong>sempre più committenti si rivolgano</strong>, in fase di progettazione, a <strong>tecnici competenti nel settore termoacustico</strong>, al fine di realizzare un immobile che <strong>rispecchi il sacrificio dei soldi spesi</strong>. Per la parte <strong>acustica</strong> ogni regione prevede un <strong>albo </strong>per tecnici competenti in acustica ambientale. Per la parte <strong>termica</strong>, oltre la normativa nazionale, è importante che un tecnico sia formato sui diversi&nbsp;<strong>protocolli</strong> attualmente presenti (<strong>CasaClima, Passive House, Certificazione LEED</strong> solo per citarne alcuni).</p>
<p style="text-align: left;">Lo stesso vale per i <strong>costruttori</strong>&nbsp;che, costruendo, hanno l&#8217;importante compito&nbsp;trasformare il nostro territorio. Rivolgersi in tal caso ad un tecnico competente vuol dire rispettare le pretese di chi acquista, rispettare l&#8217;ambiente (parte termica), la comunità (parte acustica) e non avere problemi economici durante l&#8217;attività legati a cause giudiziarie derivanti da disattenzioni tecnico/realizzative.</p>
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		<title>Muffa sulla parete: scopriamo le cause</title>
		<link>https://www.casecosostenibili.it/muffa-sulla-parete-scopriamo-le-cause/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=muffa-sulla-parete-scopriamo-le-cause</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ing. Marco Di Bartolomeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 14:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problemi di umidità]]></category>
		<category><![CDATA[Termografia]]></category>
		<category><![CDATA[Igrometro]]></category>
		<category><![CDATA[Ing. Marco Di Bartolomeo]]></category>
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		<category><![CDATA[Perizia infiltrazione acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte termico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presenza di muffa in casa può avere diverse origini. Una tra queste è la presenza di ponti termici in casa e l&#8217;elevata umidità interna. Il ponte termico (materico o geometrico) rappresenta una zona della nostra struttura dove le temperature superficiali sono più basse (in...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">La presenza di <strong>muffa</strong> in casa può avere diverse origini. Una tra queste è la presenza di ponti termici in casa e l&#8217;elevata umidità interna.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il ponte termico</strong> (materico o geometrico) rappresenta una zona della nostra struttura dove le temperature superficiali sono più basse (in inverno) rispetto al contesto. Si pensi ad esempio alla presenza di un pilastro in una tamponatura fatta in laterizi: avendo il pilastro una resistenza termica minore rispetto ai laterizi si avrà, in inverno, una temperatura minore rispetto alla tamponatura.</p>
<div id="attachment_348462" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-348462" class="wp-image-348462 size-large" title="foto nel visibile - indagine termografica per rilevamento problema di muffa" src="http://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-1024x777.jpg" alt="foto nel visibile - indagine termografica per rilevamento problema di muffa" width="1024" height="777" srcset="https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-1024x777.jpg 1024w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-300x228.jpg 300w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-768x583.jpg 768w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-700x531.jpg 700w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-348462" class="wp-caption-text"><em>Figura 1 &#8211; Termografia con indicazione di temperatura, umidità e punto di rugiada</em></p></div>
<p>Il caso in seguito esposto tratta la formazione di muffa derivante dalla presenza di ponti termici geometrici ed un&#8217;elevata umidità relativa negli ambienti.</p>
<p style="text-align: left;">Il <strong>rilievo igrometrico</strong>&nbsp;ha rilevato i seguenti dati: temperatura dell&#8217;aria 20° circa; umidità relativa 75.8%; punto di rugiada 16°C. Da questi dati possiamo subito dire che mentre la temperatura della camera risulta essere nella norma l&#8217;<strong>umidità relativa</strong> è di molto&nbsp;maggiore&nbsp;rispetto al 60% consigliato per un comfort ideale. L&#8217;elevata percentuale di umidità ha come conseguenza un&#8217;elevata temperatura di&nbsp;<strong>punto di rugiada</strong> (16°C). Ciò vuol dire che è sufficiente una temperatura della superficie minore di 16°C per far condensare l&#8217;acqua presente nell&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: left;">Nel <strong>termogramma </strong>(figura 1) possiamo notare il ponte termico geometrico e come in esso siano presenti temperature inferiori rispetto alla tamponatura. Il punto indicato dalla croce indichi 13.7°C, ben al di sotto del punto di rugiada. Ci aspettiamo quindi di trovare acqua in tale punto. Difatti utilizzando l&#8217;igrometro tale punto è risultato umido.</p>
<p style="text-align: left;">Abbiamo spiegato la presenza dell&#8217;acqua sulla parete dovuta alla condensazione dell&#8217;acqua presente nell&#8217;aria ma non abbiamo parlato ancora di <strong>muffa</strong>.&nbsp;Essa si forma quando, per diversi giorni, si verificano&nbsp;condizioni interne (tra cui temperatura e umidità dell&#8217;aria, temperature superficiali delle pareti) tali da avere&nbsp;sulla parete l&#8217;umidità all&#8217;80%.</p>
<div id="attachment_348461" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-348461" class="wp-image-348461 size-large" title="foto nel visibile - indagine termografica per rilevamento problema di muffa" src="http://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/foto-nel-visibile-indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-1024x777.jpg" alt="foto nel visibile - indagine termografica per rilevamento problema di muffa" width="1024" height="777" srcset="https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/foto-nel-visibile-indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-1024x777.jpg 1024w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/foto-nel-visibile-indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-300x228.jpg 300w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/foto-nel-visibile-indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-768x583.jpg 768w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/foto-nel-visibile-indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe-700x531.jpg 700w, https://www.casecosostenibili.it/wp-content/uploads/2016/01/foto-nel-visibile-indagine-termografica-per-rilevamento-problema-di-muffe.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-348461" class="wp-caption-text"><em>Figura 2 &#8211; Immagine nel visibile scattata con termocamera del ponte termico geometrico con muffa</em></p></div>
<p style="text-align: left;">Nel caso portato come esempio la termocamera ci ha consentito di rilevare il ponte termico e &nbsp;le temperature superficiali molto basse. L&#8217;igrometro inoltre ha rilevato la presenza di un alto tasso di umidità nell&#8217;ambiente dovuta ad una scarsa ventilazione quotidiana degli ambienti. Queste condizioni, presumibilmente presenti per diversi giorni, hanno portato alla <strong>formazione di muffa</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Spesso mi capita di vedere questo fenomeno quando si esegue la <strong>sostituzione degli infissi</strong>. Ciò capita perché gli infissi vecchi garantivano&nbsp;una ventilazione naturale continua. Un altro caso tipico è quando si hanno dei bambini in casa: non si effettua&nbsp;un adeguato <strong>ricambio d&#8217;aria</strong> per il timore&nbsp;che la temperatura interna possa scendere troppo all&#8217;apertura delle finestre. Così facendo la qualità dell&#8217;aria scende di molto sia perché non c&#8217;è un&#8217;adeguata&nbsp;espulsione&nbsp;dell&#8217;aria viziata, sia perché come conseguenza dell&#8217;innalzamento dell&#8217;umidità interna si ha la formazione di muffe.Ricordo che l&#8217;umidità presente in casa è prodotta prevalentemente dalla presenza delle persone (con il respiro) e dai vapori prodotti in cucina, nella zona lavanderia e nel bagno.</p>
<p style="text-align: left;">Il <strong>problema della muffa</strong>&nbsp;derivante dalle condizioni sopra esposte<strong> può essere risolto</strong> con una adeguata <strong>coibentazione</strong> dell&#8217;immobile e con una corretta <strong>ventilazione</strong> degli ambienti. Quest&#8217;ultima azione può essere eseguita manualmente aprendo durante le giornate gli infissi oppure automaticamente da una <strong>VMC</strong> (ventilazione meccanica controllata).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casecosostenibili.it/muffa-sulla-parete-scopriamo-le-cause/">Muffa sulla parete: scopriamo le cause</a> proviene da <a href="https://www.casecosostenibili.it">Case Ecosostenibili</a>.</p>
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